Progetti in rete

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In rete nella gestione di progetti sociali:

  • Anno 1999-2001 Progetto 3a – ex legge 285/97 Centro dell’amicizia 2000

    L’Associazione in rete con la Fondazione Città solidale, la coop Meristema, la Coop. Araba
    Fenice, l’associazione U.S. Acli, hanno costituito un’Associazione Temporanea di impresa “Gaia” e
    gestito il progetto 3/a – ex legge 285/97, in convenzione con il comune di Catanzaro.
    Il progetto, della durata triennale, ha previsto la gestione di tre centri diurni di aggregazione
    giovanile uno a Catanzaro, uno nel comune di Borgia e uno nel comune di Botricello.
    Destinatari; i minori di età compresa tra 5 e 17 anni. Il programma, ampio e articolato, ha inteso
    qualificare, in modo costruttivo, il tempo libero dei ragazzi e offrire, nel contempo, sostegno alle
    famiglie. Il tutto è stato reso possibile grazie all’impiego di 6 educatori, 3 assistenti sociali, 3
    psicologi, 3 pedagogisti, 4 animatori culturali, n. 5 maestri artigiani.
    Si sono svolte inoltre innumerevoli iniziative in rete con agenzie del territorio (scuole, parrocchie,
    servizi sociali comunali) mettendo in atto esperienze concrete di cittadinanza attiva all’interno della
    propria città e provincia.

  • Progetto “COLORIAMO IL FUTURO” – ANNO 2000/2002 finanziato a norma della L.266//91.

Scopo: valorizzare la permanenza di giovani in affidamento extrafamiliare offrendo loro una più adeguata progettualità futura.

Obiettivi:

– sperimentare interventi di collaborazione tra soggetti del privato sociale e del pubblico per contrastare forme di disagio minorile e offrire occasioni di prospettive professionali;

– stimolare la creatività dei giovani valorizzando inclinazione e talenti artistici;

– finalizzare l’uso delle tecniche acquisite a eventuali attività lavorative future in forma sia autonoma sia associativa;

– educare alla socialità, collegando l’esperienza di istituto con la realtà del territorio;

– combattere il disagio giovanile proponendo nuovi interessi e aprendo prospettive per il futuro.

Vi hanno partecipato 37 giovani a rischio (14-18 anni) di cui 7 disabili (perfettamente integrati nei gruppi) divisi in due centri organizzati in due quartieri particolarmente degradati.

I risultati sono stati presentati su invito, anche in un CD-ROM, alla mostra del volontariato nazionale di Arezzo.

  • Progetto: “INCONTRI”- ANNO 2008/2009 finanziato a norma della L. 266//91

Obiettivo: attivare una rete tra pubblico e privato per creare un luogo d’incontro dove sostenere i minori in crescita (minori a rischio, immigrati, giovani sottoposti a provvedimenti giudiziali, diversamente abili, etc) rafforzando il proprio sé, l’autostima e la capacità di discernimento, fornendo loro occasioni effettive di valorizzazione del proprio potenziale umano, espressivo, etc.; dove stimolare forme di relazione e di integrazione sociale nel rispetto e consapevolezza di idee altrui e ideologie diverse; dove aiutare i giovani a gestire il proprio futuro attraverso sbocchi lavorativi.

Progetto “Incontri in..bottega”,rappresenta la prosecuzione di  Incontri nato con lo scopo di offrire ai destinatari del progetto (minori a rischio in senso lato,disabili, anziani, extracomunitari), l’opportunità di  “gestire il proprio tempo in modo costruttivo e qualificante”. Le attività svolte sono di natura artistico espressiva. E’ stata utilizzata la tecnica della pittura tradizionale  e tridimensionale su materiale di diverso genere (tessuto, legno, tela) oltre che materiale riciclabile quale plastica,alluminio e vetro, per la creazione di oggetti artigianali che sono stati, successivamente, confezionati e presentati in esposizioni e mostre.

  • Progetto “A PIU’ VOCI: UNA RETE PER LA PREVENZIONE” – ANNO 2011/2012 finanziato con i fondi della perequazione per la progettazione sociale Regione Calabria

Iniziativa promossa dall’Associazione “Usabile” nel febbraio dell’anno 2011  di cui la nostra Associazione è  stata partner per la realizzazione delle seguenti azioni:

  • “Incontri-dibattito” su temi specifici quali:  Crescere e vivere in salute “, “I rischi di una vita artificiale “, “Vivere l’infanzia e l’adolescenza”, “Per essere genitori quasi perfetti”, “I figli: e se provassimo ad ascoltarli…davvero?”. Nel mese di maggio è stato affrontato, c/o il Liceo Scientifico “L. Siciliani”, il tema “I rischi di una vita artificiale” con notevole interesse da parte degli studenti. S’intende continuare a promuovere altri incontri sulle tematiche sopra citate e su altre che potrebbero essere proposte dai giovani.
  •  Percorso teorico pratico dal titolo “Impara l’arte… e mettila da parte”. Oggetto del percorso è stato insegnare a n. 25 giovani  l’arte della lavorazione del legno e dei monili. Il corso ha previsto la realizzazione di specifiche esperienze di tirocinio formativo presso aziende artigiane con le quali sono stati stipulati dei “protocolli operativi”.
  • “Gemellaggi telematici” tra giovani della città di Catanzaro e quelli del centro di aggregazione giovanile della città di Prato, gestito dalla coop. Sociale “Alambicchi”.  
  • Anno 2015 – 2017  – Progetto “Una Rete a Sostegno del Bambino Fragile”  Finanziato dalla fondazione del Sud

Azioni progettuali:

  • Attivazione di un percorso formativo con l’obiettivo di potenziare e/o acquisire nuove competenze finalizzate alla creazione della figura dell’operatore di rete
  • Attivazione di n. 3 sportelli di segretariato sociale (Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”  Centro Sociale di Pontegrande, Sede legale dell’Associazione – Via B. Chimirri, 14)
  • Creazione di un osservatorio permanente sulla condizione dei minori nella provincia di Catanzaro
  • Creazione dei laboratori “Artisti in pigiama” con funzioni socio – relazionali e culturali e con l’obiettivo di favorire nei piccoli degenti, l’apertura verso se stessi e verso il mondo, in un fase tipicamente di chiusura e di negatività come quella dell’ospedalizzazione.

Gennaio 2012: Convegno “Ospedale Allegro Cresce: una rete a sostegno del bambino fragile” organizzato perché si è constatato che l’intervento di sostegno in Ospedale a favore del bambino ricoverato non è sufficiente, se non si realizza una presa in carico socio-sanitaria al di fuori delle “mura ospedaliere”.